Giornata solidale per il Camerun in Val Calanca (30/06/2018)

Passeggiate a piedi, in bicicletta, in handybike la mattina di sabato 30 giugno in Val Calanca tra Selma, Rossa e Augio. Nel pomeriggio dalle 13.30 tre appuntamenti musicali di grande prestigio: con il cantante della Costa D’Avorio NAOUA, con Judith Emeline, grande talento musicale anglo giamaicana cha ha fatto del Cantone Ticino la sua seconda casa e poi alle 16,15 l’appuntamento imperdibile con Sebastiano Paù – Lessi ovvero Sebalter, cantante e violinista svizzero di fama internazionale. Un appuntamento di svago responsabile costruito intorno a sei parole chiave: montagna, mobilità, disabilità, libertà, amicizia, solidarietà. In particolare l’iniziativa intende promuovere la libertà di movimento in montagna anche per le persone disabili. Ed è proprio un gruppo di loro che l’ha organizzata. Il ricavato della giornata sarà destinato all’Hòpital Helvetique de Mada , Opera Umanitaria Dr. Maggi.

Da decenni l’Opera Dr. Maggi gestisce l’Ospedale di Mada, nell’estremo Nord del Camerun al confine con Ciad e Nigeria, l’unico esistente nel raggio di 300 chilometri, che a partire dal 2013 opera tra mille difficoltà e in precarie condizioni di sicurezza per gli attacchi, anche in territorio camerunese, della setta islamista di Boko Haram, il movimento terroristico più violento al mondo. L’ospedale è oggi una struttura fondamentale anche per la Croce Rossa Internazionale (CICR) e per Médecins Sans Frontiers. Le due organizzazioni fanno infatti convergere lì tutti i feriti di guerra e tutti i malati che necessitano di interventi d’urgenza. Le stime internazionali dicono che negli ultimi anni la guerra ha provocato localmente almeno 1500 morti e più di 200 mila profughi, nigeriani e camerunesi di confine alla ricerca di luoghi più sicuri dove vivere. E’ una nuova emergenza umanitaria su vasta scala, nel cuore dell’Africa, destinata a segnare per molti anni quei territori già provati da siccità, inondazioni, malnutrizione e malattie endemiche. Per l’Opera Dr. Maggi si tratta di un grandissimo sforzo al limite della sostenibilità economica. L’associazione chiede quindi aiuto a tutti i ticinesi che l’hanno sin qui sostenuta con grande generosità.

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