L’Africa del Dottor Maggi e di Boko Haram

“L’Ospedale di Mada in prima linea: gli attacchi terroristici, la crisi umanitaria” è il titolo della serata di venerdì 24 novembre alla Sala multiuso di Breganzona in cui verrà proposto un documentario che analizza il movimento terroristico islamista nigeriano, il famigerato Boko Haram.

L’incontro è organizzato dalla Fondazione Opera Umanitaria intitolata al Dottor Giuseppe Maggi, filantropo e medico ticinese scomparso nel 1988. La sua memoria è sempre viva nella Svizzera italiana e nei luoghi dell’Africa in cui il suo impegno umanitario si è realizzato attraverso la creazione di strutture sanitarie e d’accoglienza.

L’Ospedale di Mada in Nigeria è l’ultima struttura creata dal Dr. Maggi e oggi viene gestito dall’Opera umanitaria a lui intitolata. Un ospedale appunto in prima linea in cui vengono accolte centinaia di persone in fuga dalle violenze delle milizie di Boko Haram. Una situazione di perenne emergenza tra terrorismo e peggioramenti climatici, con siccità alternata a piogge torrenziali, che coinvolge le popolazioni di una vasta area tra Nigeria, Camerun, Ciad e Niger.

Ospiti:
Cesare Chiericati, giornalista, membro di comitato Opera Umanitaria Dr. Giuseppe Maggi
Angela Balliana, segretaria generale di Opera Umanitaria Dr. Giuseppe Maggi
Raffaele Masto, giornalista Radio Popolare, studioso di Boko Haram

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(Fonte: Rete Uno – Millevoci, 23 novembre 2017)

L’Ospedale di Mada in prima linea

“L’Ospedale di Mada in prima linea: gli attacchi terroristici, la crisi umanitaria” sono il tema della serata in programma venerdì 24 novembre alla Sala multiuso di Breganzona, via Polar 35, ore 20.30 (Chiesa della Trasfigurazione).

Al centro dell’incontro la proiezione del documentario “Boko Haram, le origini del male” che racconta e analizza il movimento terroristico islamista nigeriano che da anni insanguina il nord est della Nigeria e le aree di confine dell’Estremo Nord del Camerun, del Ciad e del Niger.

Una realtà che coinvolge direttamente l’Ospedale di Mada, l’ultimo creato dal Dr. Giuseppe Maggi, oggi gestito dall’Opera Umanitaria a lui intitolata.

Negli ultimi tre anni centinaia di persone (uomini, donne e numerosi bambini), vittime delle incursioni e degli attentati di Boko Haram, vengono accolte e curate gratuitamente nella struttura ospedaliera. Si tratta per la popolazione di una situazione drammatica di pericolo e insicurezza che, sommata alle abituali difficoltà economiche e climatiche- l’alternarsi di brucianti siccità a piogge torrenziali – rende la vita estremamente precaria. Nigeriani e camerunesi di confine lasciano i loro villaggi alla ricerca di luoghi più sicuri, un esodo di massa che compromette le attività agricole, l’allevamento, i commerci generando endemica miseria. In tutta l’area del lago Ciad – Mada si trova a pochi chilometri dal grande specchio d’acqua-  si è creata, una nuova emergenza umanitaria che coinvolge milioni di persone e provoca centinaia di morti.

Nonostante le operazioni di contrasto condotte dalle forze alleate camerunesi, ciadiane e del Niger, Boko Haram mantiene intatta la sua pericolosità e riconferma la volontà di voler creare un Califfato transfrontaliero.

Nell’Estremo Nord del Camerun l’Ospedale di Mada svolge un ruolo insostituibile e in virtù dei servizi che, nonostante tutto, riesce a fornire è diventato un punto di riferimento per altre strutture sanitarie locali. Un importante accordo di collaborazione con il Comitato Internazionale della Croce Rossa garantisce il trasporto a Mada dei feriti di guerra e di altre situazioni di violenza. Uno sforzo ormai al limite della sostenibilità per l’Ospedale e per l’Opera umanitaria.

Alla serata prenderà parte il giornalista Raffaele Masto,  collaboratore della rivista dei Padri bianchi “Africa” e di Radio Popolare. È autore del libro “Califfato Nero”, Laterza editori, dedicato al movimento islamista Boko Haram.

Assemblea generale dell’Opera Umanitaria Dr. Maggi (22/09/2017)

Venerdì 22 settembre 2017 alle ore 18.00, presso la sala multiuso in via Polar 35, della Chiesa della Trasfigurazione di Breganzona ospiterà l’Assemblea generale ordinaria dell’Opera Umanitaria Dr. Maggi che dovrà assumere importanti decisioni sul presente e il futuro dell’associazione sempre più impegnata a far fronte alla difficilissima emergenza umanitaria creatasi nell’Estremo Nord del Camerun in seguito alle incursioni (23 solo negli ultimi mesi) del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram.

Negli allegati:

Concerto di Solidarietà a Lugano (31/03/2017)

Buona musica e solidarietà venerdi 31 marzo alle 20.30 nella Chiesa evangelica riformata

di Lugano in viale Carlo Cattaneo 2. I Cantori di Pregassona,  diretti dal maestro Luigi De

Marchi,  e il Coro della Polizia Cantonale, diretto dal maestro Angelo Sonvico, animeranno il

tradizionale Concerto di primavera a sostegno dell’Opera umanitaria del

Dr. Giuseppe Maggi, presente dal 1975 nell’estremo nord del Camerun con

l’ospedale di Mada, l’ultima delle sei strutture sanitarie create dal medico di Caneggio risalendo da sud a nord l’intero paese africano nei suoi 40 anni di ininterrotto impegno umanitario.

Quella del maestro De Marchi è un’iniziativa lanciata nel 1988 ( anno della scomparsa del Dr. Maggi) e  da allora  puntualmente ripetuta ogni anno contribuendo così a tener viva la memoria del grande medico ticinese e portando all’Opera Umanitaria risorse importanti. Anche in questa trentesima occasione il concerto sarà in abbinamento con un’altra formazione musicale. Ad affiancare i Cantori di Pregassona questa volta sarà il coro della Polizia Cantonale. Nato  nel 1993, dall’anno successivo ha preso parte agli incontri triennali dei cori di polizia svizzeri che il prossimo anno avranno luogo nel Cantone Ticino.

I contributi raccolti andranno come sempre a sostegno dell’Ospedale di Mada ubicato nel crocevia di confine fra Nigeria, Camerun e Tchad, una terra di passaggio poverissima stremata dalla siccità e dalle piogge torrenziali. Abitata da pescatori e contadini è interessata da periodiche migrazioni di nomadi e colpita da patologie epidemiche quali la tubercolosi, l’HIV, la meningite, il colera e in forma rilevante anche da patologie tumorali e oftalmologiche.

L’ospedale è gestito per intero da personale africano in accordo con le autorità camerunesi ed  è il centro dell’omonimo distretto sanitario. Dispone di reparti di medicina e di chirurgia nonché di servizi, quali un laboratorio di analisi e una radiologia, che ne fanno una piattaforma tecnica sofisticata unica ed indispensabile nella regione.

Dal 2009 l’area geografica a ridosso del lago Tchad è colpita dalle incursioni terroristiche dei gruppi islamisti di Boko Haram presenti nel Nord Est della Nigeria che costringono le popolazioni locali di confine – nigeriane e camerunesi – ad abbandonare i loro villaggi per raggiungere zone più tranquille. Sono due i risvolti più drammatici della situazione di guerra che ha destabilizzato l’area transfrontaliera tra Nigeria ed Estremo Nord del Camerun: il massiccio afflusso di feriti, civili e militari bisognosi di cure; la crescita esponenziale della malnutrizione tra la popolazione. Di entrambe le necessità si fa carico l’Ospedale di Mada: da un lato accogliendo e curando le vittime della guerra ; dall’altro intervenendo sul territorio per arginare   soprattutto la malnutrizione infantile che sta interessando migliaia di bambini. Naturalmente tutto questo incide pesantemente sui bilanci dell’Opera Umanitaria.

Mada, un ospedale in prima linea – Assemblea generale dell’Opera Umanitaria Dr. Maggi (24/11/2016)

Si è svolta il 24 novembre 2016 l’assemblea generale ordinaria dell’Associazione Fondazione Elvetica Ospedale di Mada Opera Umanitaria Dr. Giuseppe Maggi.

Nel corso della riunione è stato fornito un quadro molto dettagliato dell’attuale situazione della struttura ospedaliera situata nell’Estremo Nord del Camerun al confine con la regione nigeriana del Borno. Dal 2013 l’area è colpita dalle incursioni terroristiche di Boko Haram, organizzazione jihadista sunnita, responsabile di omicidi, rapimenti e stragi anche in Camerun.

Nonostante le grandi difficoltà, anche finanziarie, l’Ospedale fondato dal Dr. Maggi continua a garantire cure sanitarie e assistenza alle vittime della guerriglia e alla popolazione civile colpita da gravissime patologie e dal crescente fenomeno della malnutrizione, soprattutto infantile.

Nei documenti allegati: il quadro complessivo della situazione, il verbale dell’assemblea e il bilancio annuale dell’Opera Umanitaria.

Le vittime di Boko Haram curate all’Ospedale del Dr. Maggi

Sono 251 le vittime degli attacchi condotti dai terroristi di Boko Haram nella zona di confine tra Nigeria e Camerun nelle adiacenze di Mada la località dove, dal 1974, opera l’ultimo ospedale fondato dal Dr. Giuseppe Maggi e oggi gestito dall’Opera Umanitaria a lui intitolata. Tutti (uomini, donne e numerosi bambini) sono stati ricoverati e curati nell’arco degli ultimi 27 mesi. Diciassette pazienti non sono sopravissuti alle ferite provocate dalle armi da fuoco, da schegge di bombe, proiettili e armi da taglio. Si tratta ovviamente di vittime in condizioni economiche di estrema povertà, stremate dalla guerra ma anche dalle ricorrenti avversità atmosferiche che, in un alternarsi di piogge torrenziali e brucianti siccità, limitano pesantemente i raccolti e di conseguenza le risorse alimentari. Per queste ragioni la direzione dell’Ospedale di Mada ha deciso di prestare in forma gratuita gli interventi sanitari a 88 persone ferite che non erano in condizione di versare neppure il modestissimo concorso alla spese di cura richiesto, di norma, a tutti i pazienti.

Da loro l’Ospedale avrebbe dovuto incassare un contributo pari a 4.981 franchi a fronte di un costo effettivo di 10 mila. A copertura di tale somma è intervenuto il Comune di Vezia che ha versato nelle casse dell’associazione 4800 franchi, una cifra che permette di coprire quasi per intero il “debito” lasciato dalle vittime più indigenti dei terroristi nigeriani. In complesso i costi per curare i 251 feriti accolti ammontano a circa 53 mila franchi, 16.805 sono stati coperti da enti locali e Karitas, 36.151 franchi sono invece rimasti a totale carico dell’Opera Umanitaria.

Nonostante le operazioni di contrasto condotte dalla forze alleate camerunesi e ciadiane, la minaccia di Boko Haram resta gravissima in tutta l’area del nord est nigeriano e nelle zone di frontiera con il Camerun. Secondo stime di fonti umanitarie attendibili dal 2009 ad oggi i morti provocati dai ribelli terroristi sarebbero almeno 20 mila e 2,6 milioni i profughi che hanno lasciato i villaggi sparsi nella savana.

Il 23 di agosto, in occasione della visita in Nigeria del segretario di Stato americano John Kerry, era stata diffusa la notizia che il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau era stato ucciso nel corso di un raid dell’aviazione governativa. Pochi giorni fa il leader terrorista, mandante del sequestro di massa di ragazze a Chibok ( aprile 2014) è invece riapparso in un video diffuso via internet dove ha rinnovato la minaccia terroristica contro “ tutti gli infedeli”, in patria e all’estero.

Concerto di solidarietà a Ponte Tresa (11/03/2016)

Boko Haram non ferma l’ospedale del Dr. Maggi

Saranno come da tradizione due gruppi musicali ad animare il concerto di primavera a sostegno dell’Opera umanitaria Dottor Giuseppe Maggi che avrà luogo venerdì 11 marzo nella Chiesa Parrocchiale di Ponte Tresa alle ore 20.30.  Si tratta dei Cantori di Pregassona, diretti dal maestro Luigi De Marchi e della Corale “I Ticines da Minùs” diretta dal maestro Enrico Penna.

È il ventottesimo appuntamento di solidarietà, promosso dal maestro De Marchi a partire dal 1988,  anno della morte del Dottor Maggi avvenuta nell’Ospedale di Mada, nell’Estremo Nord del Camerun, dove è sepolto.

Da qualche anno e in misura crescente quest’area geografica a ridosso del Lago Tchad è colpita dalle scorrerie dei gruppi terroristi islamisti di Boko Haram, presenti nel Nord Est della Nigeria. Da quasi sei anni compiono pesanti incursioni in territorio camerunese. Seminando il terrore spingono le popolazioni locali di confine – nigeriane e camerunesi  – ad abbandonare i villaggi nel tentativo di raggiungere zone più tranquille. Gli esodi di massa stanno creando un’emergenza umanitaria sempre più preoccupante dove malnutrizione e malattie la fanno da padrone. La zona è presidiata dalle forze armate camerunesi e tchadiane che, alleate, cercano di arginare i terroristi di Boko Haram i quali, contrastati sul terreno con una certa efficacia, hanno cambiato strategia e puntano dalla scorsa estate su attacchi kamikaze contro obbiettivi civili. Dall’estate scorsa gli attacchi sono stati almeno una quarantina e hanno provocato centinaia di morti. L’Ospedale di Mada risente in modo significativo della situazione pur continuando a svolgere nel miglior modo possibile la sua missione umanitaria. La sua  centralità  è stata  di recente ribadita in un incontro avvenuto nella capitale del Camerun, Yaoundé, tra una delegazione dell’Opera Umanitaria e il Ministro della Sanità Camerunese.

È proprio in queste delicatissime circostanze che il sostegno all’Ospedale del Dottor Maggi deve tradursi in gesti concreti di solidarietà e di sostegno.

Presentazione della biografia del dr. Giuseppe Maggi

 

IL CORAGGIO DELLA SPERANZA
GIUSEPPE MAGGI MEDICO TRA SVIZZERA E AFRICA

«Ho saputo l’altro ieri che il Nobel è andato in buone mani e ne sono contentissimo: adesso mi si lascerà finalmente in pace. Qui ci sono vari ammalati e in genere gravi. Il villaggio è quasi deserto: tutti sono alla pesca e nei campi di riso. Io sto mettendo in ordine l’ospedale, i muri di cinta e l’orto. Voglio provare a seminare pomodori ogni tre settimane (anche le papaie) per cercare di averne in ogni stagione. Non so se si riuscirà. Il secco è arrivato da quindici giorni e il fiume va giù in fretta. Per me non darti alcun pensiero: sono ancora ringiovanito. Ciao, ti abbraccio, Peppi».

In queste poche righe scritte di getto da Giuseppe Maggi ai familiari nell’autunno 1979 – riprese nel risvolto di copertina del libro a lui dedicato dall’Opera Umanitaria che porta il suo nome – emerge prepotente una figura poliedrica, certamente severa e dai tratti a volte austeri, che avrebbe segnato in modo indelebile la memoria collettiva di quanti lo conobbero e affiancarono nella sua esperienza di medico in Africa, nonché dei tanti amici e conoscenti che dalla Svizzera generosamente raccolsero negli anni la sua chiamata. D’altronde non poteva essere diversamente per un uomo che, scegliendo una vita assolutamente inusuale per l’epoca, sarebbe riuscito a costruire solidi rapporti umani tra quei dispersi villaggi di un Camerun allora segnato da movimenti indipendentisti, falliti colpi di Stato e ribellioni soprattutto nelle disperse comunità a cavallo tra Nigeria e Ciad. Maggi era animato da profondi ideali cristiani e umanitari ai quali si è ispirato lungo tutto l’arco della sua esistenza.

Gli studi a Losanna e Parigi, la pratica nella Svizzera francese e poi a Lugano, non soddisfacevano evidentemente quella tensione umanitaria, che il giovane medico della Valle di Muggio, avrebbe compiutamente espresso raccogliendo a fine anni ‘40 l’invito per un’esperienza professionale in Africa equatoriale. Così, quasi sotto traccia, iniziò un’avventura ricca di incognite, una scommessa umanitaria che, pur tra difficoltà e mille pericoli, lo portò a risalire il Camerun da sud a Nord allestendo dispensari e ben sei ospedali per popolazioni escluse da minime e dignitose cure sanitarie. L’ultima delle strutture create da Maggi è l’Ospedale di Mada (1974) nell’estremo Nord del Camerun al crocevia di confine fra lo stesso Camerun, la Nigeria e il Ciad. Gestito dall’Opera Umanitaria Dr. Maggi è oggi al centro di un area di grande instabilità e pericolo per le sanguinose incursioni dei gruppi terroristici nigeriani di Boko Haram.
L’agile volume realizzato dal ricercatore storico Francesco Scomazzon racconta le vicende umane e professionali del grande medico cattolico di Caneggio (fu candidato al Nobel) anche alla luce di documenti inediti; analizza le costanti e dialettiche relazioni da lui avute con i tanti generosi ticinesi che l’hanno sostenuto fin dai primi anni sessanta; narra la costruzione, tra inimmaginabili difficoltà, dei sei ospedali camerunesi e infine documenta come L’Opera Umanitaria ne abbia raccolto, perpetuato e consolidato l’eredità.

L’Opera Umanitaria Dottor Maggi e la situazione nel Nord del Camerun alla trasmissione Millevoci (24/04/2015)

“L’Opera Umanitaria Dottor Maggi e la situazione nel Nord del Camerun” è il tema della puntata di Millevoci in programma venerdì 24 aprile alle ore 11:05 su Rete Uno. Condurrà la trasmissione il giornalista Alessandro Bertellotti.

Giornata sull’Africa a Locarno (21/04/2015)